La poesia visiva incontra i giovani Omaggio a Francesco Saverio Dòdaro

Evento di finissage

70 x 70 im-prón-te

FRANCESCO PASCA

PERSONALE DI PITTURA A CURA DI MARIA GRAZIA DE GIORGI

Sabato 16 giugno 2018 re 19

Lecce Fondazione Palmieri

Si conclude con un evento "70 x 70 im-prón-te" la personale di pittura di Francesco Pasca che dal 10 al 16 giugno ha trovato casa negli spazi della Fondazione Palmieri a Lecce in Vico dei Sotterranei. In occasione del finissage, sabato 16 giugno ore 19 con ingresso libero omaggio a Francesco Saverio Dodàro, scrittore, saggista, direttore editoriale,scomparso lo scorso 10 febbraio. Di questo intellettuale, fuori dagli schemi, sarà lettola sua “Dichiarazione d’innocenza” (Locandine Letterarie, Il Raggio Verde edizioni, 2005). A seguire “I giovani incontrano la poesia visiva” dibattito con Francesco Pasca, Marilena Cataldini e Francesco Aprile.

La mostra, a cura di Mariagrazia De Giorgi è stataorganizzata dell’associazione culturale Le Ali di Pandora e la casa editrice Il Raggio Verde.

Venti tele, rigorosamente di forma quadrata per raccontare un nuovo percorso espositivo in cui è possibile rintracciare tutti gli elementi cari alla poetica dell’artista - il Tempo, le costellazioni, il mosaico di Otranto... Instancabile sperimentatore – scrittore, matematico e architetto - sin dai tempi della sua adesione al manifesto della Singlossia Francesco Pasca ama giocare con colori, parole, e segni stabilendo continue connessioni tra il gesto pittorico e la parola scritta per costruire e reinventare architetture visive e al contempo del pensiero. Parte integrante della mostra, infine, i lavori ovvero le “im-pròn-te” lavori a quattro mani che Francesco Pasca ha realizzato con Vincenzo Ampolo, Giuseppe Apollonio, Francesco Aprile, Marilena Cataldini, Italo Di Tondo, Massimo Pasca.

La mostra

Settanta X settanta - scrive la curatrice Mariagrazia De Giorgi - è la dimensione di 20 tele che, attraversando lo spazio, si compongono e scompongono attraverso uno studio di elaborati elementi architettonici, presuppongono un sapiente uso del colore, della parola, dei numeri, del di-segno, della stampa e della tecnologia.

Queste “impronte” occupano tridimensionalmente le superfici attraverso l’eliminazione, la neutralizzazione e l’aggiunta di elementi fondamentali e solo dopo un’attenta osservazione e assimilazione, emergono tre strati pittorici e materici elaborati dall’artista con lo stesso ingegno con cui elabora moduli matematici e architettonici. Ed è proprio su queste venti tele che si proiettano i temi più cari all’artista diventando così opere dal profondo spessore teorico, all’interno di una corrente artistica che si propone sempre nuova e impegnativa.

Queste sono opere che rientrano nell’alveo logico costruttivista e che ci conducono ad una storia lontana fatta di simbologie precise come il quadrato e il cerchio, formule matematiche che impongono un ordine e una rigidità geometrica, evidenti peraltro sono i richiami al passato, all’archè e all’origine di tutte le cose oltre che al futuro non ancora ascrivibile.

Tuttavia l’unione di questi e altri elementi inducono a pensare che Pasca abbia consapevolmente voluto e creato una sorta di provocazione fantastica lasciando così, la libertà di immaginare e di completare una visione in sospeso a chi guarda, inconsapevole del fatto che quel disegno e quel linguaggio fanno parte di un teatro che probabilmente non potrà mai essere decifrato fino in fondo, se non da lui stesso.

Il libro

A proposito del libro scrive in una nota la prof Laura Madonna: “La sua è una scrittura che prende vita e si dipana con originalità e sapienza tra “colori estratti dalla mente”: non a caso si manifesta nell’esigenza di artifici letterari utili per tradurre un’ispirazione che si dibatte tra inquietudine, sogno e segni in una ricerca di verità e di un silenzio pacificatore che assolva a una funzione unificatrice di visioni ed emozioni che possa mostrare “il” senso. Tutto si attua nella trama del Tempo, che viene dall’autore interrogato anche attraverso il mito e grazie a un’attenzione fenomenologica e intenzionale tipica dell’ “attesa” che si esprime in parole di intensa quanto laica religiosità che sono lettura di un “qui” che sconfina verso spazi insondabili. Ed è qui, nel silenzio della pagina bianca, che diventano luogo abitabile, accogliente, proiettato nello sconfinamento verso il “possibile”.

Note dell’autore

7 i giorni inseriti in nove gruppi per poesie intitolate nei numeri ad altrettante preposizioni (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra).

S’aggiungono due, penultima e ultima, per un totale di 52 e per il numero delle settimane in un anno nonché quello degli anni di operatività artistica su 72.

L’ultima poesia, inserita come Zero [fra], intitolata “Un pensiero postumo”, chiude il cerchio aperto con il tema dell’Ozio. Nell’incipit di ciascuna poesia s’indaga il verso della relazione amorosa sulla (carta). Dall’Alfabeto al Segno e da ogni Cosa è possibile attendere agli organi del linguaggio per ricombinare, colorare la propria Anima.

Sandrino F.sco Ratta