PATRIMONIO PAESAGGISTICO, TRADIZIONI E CULTURE LOCALI PER RILANCIARE L’AGRITURISMO ITALIANO

Per comprendere lo stato dell’arte e gli orizzonti di sviluppo caratterizzanti il mondo rurale, la civiltà contadina  e l’imprenditoria agrituristica, in considerazione del principio di multifunzionalità, abbiamo intervistato Giulio Sparascio, Presidente Nazionale di Turismo Verde.

 

TRICASE - Per comprendere lo stato dell’arte e gli orizzonti di sviluppo caratterizzanti il mondo rurale, la civiltà contadina  e l’imprenditoria agrituristica, in considerazione del principio di multifunzionalità, abbiamo intervistato Giulio Sparascio, Presidente Nazionale di Turismo Verde.

 

D.- Presidente Giulio Sparascio, quali sono le funzioni istituzionali di TURISMO VERDE?

 

R.-Turismo Verde è un'Associazione senza finalità di lucro, promossa dalla Confederazione Italiana Agricoltori. Le sue finalità abbracciano un ampio raggio di interventi istituzionali: valorizzazione e rappresentanza delle aziende agrituristiche; tutela e crescita del territorio; promozione della cultura e delle tradizioni del mondo rurale. La stessa è impegnata a realizzare programmi riconosciuti e mirati sul tema del rispetto e della conservazione ambientale.

 

La sua mission è incentrata su un’azione sinergica di rilancio del settore a livello territoriale e nazionale, attraverso interventi propulsivi orientati a sostenere processi di sviluppo che, nel corso degli anni, hanno registrato importanti trend di crescita: attualmente, infatti, si contano ventimila aziende di settore, dislocate su tutto il territorio nazionale, a fronte delle circa settemila presenti nel 1985.

 

L’imprenditoria agrituristica, in questi anni, ha saputo declinare e implementare il concetto di azienda multifunzionale agricola, nella prospettiva di crescita dell'intero comparto, promuovendo la tipicità del territorio e delle tradizioni. Il modello di multifunzionalità si concretizza nel ruolo di unità dell’impresa agricola, responsabile delle produzioni alimentari e, al contempo, dell’erogazione di molteplici servizi collegati: ospitalità, ristorazione, sperimentazione didattica - si pensi al progetto Scuola in fattoria -, attività inclusive, come nel percorso delle Fattorie Sociali.

 

E’ recente, tra l’altro, la proposta “Fattorie Sportive”, con la quale intendiamo avvicinare il mondo dello sport alla sana alimentazione ed alla natura, quindi alla valorizzazione dei luoghi di produzione del cibo genuino. Si tratta di una motivante esperienza, realizzata in collaborazione con la FIDAL, che presenteremo in occasione dei Campionati Europei di Atletica Leggera, in programma  a Zurigo, dal 12 al 17 agosto 2014.

 

Dallo scenario delineato, risulta evidente come l’agriturismo, nel corso degli anni, abbia incrementato, con le sue attività sistematicamente programmate e realizzate, la competitività e il valore aggiunto delle produzioni agricole, integrandosi con altri servizi e settori attivi nel territorio.

 

D. - Ci illustri le potenzialità di sviluppo del territorio, derivanti dalla presenza di aziende agrituristiche a livello nazionale e locale.

 

R. - Le potenzialità sono moltissime e si stanno concretizzando grazie all’impegno costante degli operatori agrituristici. Il territorio oggi rappresenta sicuramente l’elemento fondamentale per attuare politiche di sviluppo sostenibile. Tra le varie iniziative, sperimentate in questa prospettiva di lavoro, vorrei citare “La spesa in campagna”.

 

Si tratta di un progetto di vendita diretta dei prodotti agricoli a km 0, le cui finalità sono molteplici: portare i consumatori nei territori di produzione; incentivare la fruizione delle bellezze del territorio; favorire situazioni di conoscenza diretta degli agricoltori, potenziando le dinamiche di fidelizzazione; osservare e comprendere le buone pratiche di produzione caratterizzanti la filiera alimentare di settore, considerando le identità culturali ed il patrimonio di valori maturati e tramandati tra le generazioni.

 

D. - Che cosa prevede, attualmente, la vostra agenda in materia di comunicazione orientata a diffondere queste iniziative, di alto valore culturale, economico e sociale?

 

R. - A tal proposito, ritengo importante precisare preliminarmente che, nel giugno scorso, è stata costituita, a Roma, l’Associazione Nazionale “La Spesa in Campagna”, alla quale aderiscono tutte le aziende agricole e agrituristiche interessate alla vendita diretta. In questo circuito, quindi, si è definito il disciplinare d’uso di un marchio ideato appositamente per tali iniziative.

 

Tenuto conto di queste premesse, la suddetta Associazione ha messo in campo -  per  tutto pubblico interessato -  varie strategie di comunicazione, comprendenti la diffusione di un marchio identificativo delle proposte correlate, quindi la costruzione di un sito web dedicato, accessibile on-line all’indirizzo www.laspesaincampagna.it.

 

D. - Qual è la mission tipica dell’attività agrituristica?

 

R. - Per definire la mission dell’attività agrituristica, nel contesto in cui si colloca, occorre chiarire alcuni aspetti di carattere normativo. La giurisprudenza, infatti, ha riconosciuto la funzione e il ruolo di tale settore, inteso anche come espressione di grande rilievo ambientale.

 

La Corte Costituzionale - con Sentenza  n. 115 del 17 aprile 1995 - e il T.A.R. Lazio - con Sentenza del 21 maggio 1998, n. 970 - hanno sancito che il comparto agrituristico è intrinsecamente complementare all’attività agricola, la quale deve mantenere la caratteristica di principalità.

 

Ciò ha fatto sì che il pianeta agricolo diventasse attività di garanzia per la migliore qualità della vita nelle zone rurali, con la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio di tradizioni, all’insegna di un patto condiviso tra campagna e società.

 

Privilegiando il lavoro di squadra e la cooperazione interistituzionale, pertanto, si è conferito titolo di cittadinanza all'affermazione delle professionalità agricole, valorizzando tutte le chances di sviluppo d’impresa, con la diffusione dei principi di innovazione e inclusione, in un contesto orientato a promuovere e tutelare i diritti sociali e civili di ogni comunità rurale. 

Paolo PALOMBA

 

GIULIO SPARASCIO

Giulio Sparascio, 60 anni, è coltivatore diretto ed operatore agrituristico; vive a Tricase (Lecce), dove da 20 anni conduce l’Azienda Agrituristica “Gli Ulivi”, che è una vera e propria azienda multifunzionale: è infatti anche masseria didattica, masseria sociale, e dove si pratica la trasformazione dei prodotti, la vendita diretta, la ristorazione.

Da sempre agricoltore, è stato impegnato per decenni nella cooperazione con incarichi dirigenziali nella Lega delle Cooperative. Iscritto all’Alleanza dei Contadini sin dal 1978, è stato responsabile zonale per diversi anni della ConfColtivatori, e a seguire dirigente provinciale sin dagli anni ’80 prima della ConfColtivatori e poi della CIA di Lecce. Dal 2010 è presidente provinciale della CIA di Lecce e vicepresidente regionale della CIA Puglia.

È stato Presidente regionale di Turismo Verde in Puglia e  VicePresidente Nazionale vicario di Turismo Verde.  Sin dal 1992 ha acquisito esperienze nello sviluppo rurale facendo parte, come vice presidente, del primo Gal (Gruppo di azione locale) nazionale, il Gal “Capo Santa Maria di Leuca”.