CICLO ISPEZIONI OSPEDALE FAZZI DI LECCE, PAOLO PAGLIARO: “A PNEUMOLOGIA SPAZI INADEGUATI, CARENZA DI PERSONALE E MACCHINARI DA RINNOVARE”

“Oggi siamo tornati al Vito Fazzi, per proseguire nel nostro ciclo di ispezioni che passerà ai raggi X il più grande ospedale della provincia di Lecce per evidenziarne le carenze ma anche i reparti e i servizi d’eccellenza

LECCE - Nota del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani verso Fratelli d’Italia.

“Oggi siamo tornati al Vito Fazzi, per proseguire nel nostro ciclo di ispezioni che passerà ai raggi X il più grande ospedale della provincia di Lecce per evidenziarne le carenze ma anche i reparti e i servizi d’eccellenza.
Abbiamo visitato la Pneumologia, unità operativa che necessita di grande attenzione, innanzitutto per i problemi logistici dovuti alla dislocazione su due piani, quarto e quinto. C’è un’ala vuota al quinto piano, quella dell’ex Ortopedia, che si potrebbe utilizzare in attesa di uno spostamento definitivo dell’intero reparto di Pneumologia. E al sesto piano c’è un’area in cantiere di cui non si conosce la destinazione d’uso, i cui lavori però sono fermi da tempo. Nonostante sette proposte di diversa allocazione prosegue il disagio per degenti e operatori sanitari, a causa di locali angusti e attrezzature mediche che devono fare su e giù tra i due piani. C’è anche penuria di personale, mancano medici e infermieri per gestire la terapia intensiva. Oggi i medici del reparto suppliscono anche i due posti di terapia intensiva, ma con l’attivazione degli altri quattro già deliberati non sarebbero più in grado e occorrerebbe personale dedicato.
Come al solito, abbiamo verificato l’insufficienza e la necessità di rinnovare strumentazioni e macchinari, in molti casi obsoleti. C'è un solo emogasometro che gira su e giu tra il quarto e il quinto piano, e ne occorrerebbe un secondo in modo da dotare entrambi i piani di questo strumento irrinunciabile. Occorre la telemetria per monitorare i pazienti da un’unica postazione a distanza, visto che i pochi infermieri non possono stare contemporaneamente in ogni stanza e davanti a ogni monitor. Servono anche un modulo con cabina per il test di provocazione bronchiale specifica con metacolina, e un apparecchio a ultrasuoni (ebus) per la biopisa endobronchiale per pazienti a rischio neoplastico ed ematologico. Al Vito Fazzi ne esiste solo uno, in uso nella sala operatoria e quindi difficilmente utilizzabile se non in alcuni orari in cui le sale non sono utilizzate. Ce n’è un altro anche a Galllipoli, dove in passato esisteva un reparto di Pneumologia ora chiuso, quindi potrebbe essere destinato a Lecce. Occorrono anche almeno due polisonnigrafi, visto l'aumento dei casi di questa patologia del sonno.
Abbiamo anche sollecitato la Farmacia dell’ospedale del Fazzi a fornire le immunoglobine salvavita ad un gruppo di pazienti con malattia cronica rara, che da anni vengono curati nel reparto di Neurologia del Dea. La Farmacia ne è sprovvista da sei settimane, quando invece dovrebbero essere somministrate ogni quattro settimane. Ci è stato garantito che i farmaci saranno disponili da domani.
Ancora una volta abbiamo riscontrato il problema degli ascensori che non funzionano, alcuni rotti e inutilizzabili, altri malandati tanto da costringere gli operatori sanitari a maneggiare le porte per affiancarle e permettere all'ascensore di partire, mettendo a rischio la salute di pazienti in barella con respiratori e monitor. Per i pazienti, soprattutto anziani e fragili, accedere ai piani alti è una vera fatica.
Nella nostra ispezione abbiamo anche incontrato il nuovo direttore di Chirurgia vascolare, il dottor Enrico Maria Marone, che viene dal San Raffaele di Milano e ha appena firmato il contratto con il Fazzi. Ci ha garantito che nel giro di pochissimo tempo partirà questo reparto salvavita fino ad ora i pazienti venivano trasportati in situazioni di drammatica emergenza a Tricase o Brindisi, mettendone a rischio la sopravvivenza. Finalmente si porrà fine alla grave carenza di un reparto di Chirurgia vascolare a Lecce, che abbiamo evidenziato più volte a seguito delle nostre ispezioni e su cui abbiamo chiesto un’audizione che solleciteremo di convocare, perché ci dicano esattamente quando verrà attivata”.