NARDO' (Lecce) - Arriva la risposta ai ladri di pastelli a cera: privati e commercianti hanno “indennizzato” con un regalone i bimbi della materna per il furto subito qualche giorno fa. La responsabile del plesso della scuola dell’infanzia di via Torino, a Nardò, appena arrivata in classe ha trovato la bella sorpresa: una breve letterina e diversi banchi coperti da quaderni, risme di carta colorata e, ovviamente, i pastelli a cera che erano diventati il simbolo di quel furto. Era arrivato l’indennizzo della città sensibile e civile.
L’episodio da cui tutto ha origine si è verifica in pieno centro, mercoledì scorso. Maestre e famiglie erano pronte ad accogliere i piccoli studenti, bambini tra tre e cinque anni, dopo la chiusura forzata delle scuole. Sarebbe stato il giorno della festa.
Ma ignoti, probabilmente durante la notte precedente, avevano già messo a segno il “colpo”. Sfondare una vetrata posteriore, a rischio di ferirsi gravemente, per introdursi nel plesso “Maria Montessori” e aprire tutti gli armadietti.
Il bottino? Poca cosa: una macchinetta fotografica donata alla scuola per le manifestazioni e le iniziative e poi alcune confezioni di pastelli e cartoncino colorato. Un furto strano, probabilmente ordito da balordi che non si sono resi nemmeno conto che stavano rovinando una giornata importantissima per famiglie, bimbi ed insegnanti. Quella del rientro in aula. L’edificio, inoltre, è stato subito chiuso per la sanificazione e le famiglie avvisate di non portare i bimbi a scuola.
La notizia ha fatto presto il giro ed è partita la macchina solidale. Sono stati soprattutto i titolari delle cartolerie a farsi carico, ma per loro è stato un vero piacere, della restituzione dei colori.
Alla maestra Anna Maria Siciliano, ed alle sue colleghe, sono scesi due lacrimoni di commozione nel leggere quelle righe mandate insieme con il dono dai commercianti: “con questo piccolo gesto abbiamo voluto rimediare in parte al danno causato da ignoti, sperando di far tornare il sorriso e la serenità ai nostri piccoli amici”. (Fonte Biagio Valerio, laRepubblica.it)