Campi elettromagnetici, i rischi per la salute delle donne. Un convegno a Lecce promosso dalla Consigliera di Parità

LECCE - "Campi elettromagnetici: rischi per le donne e tutela negli ambienti di lavoro. Un nuovo fronte per la medicina di genere". Se ne parlerà Sabato 1° dicembre alle 9:45 presso il MUST, via degli Ammirati 11, a Lecce. Il convegno è organizzato dalla Consigliera regionale di Parità della Regione Puglia, Anna Grazia Maraschio, che aprirà i lavori e modererà gli interventi.

L'evento è patrocinato dal Comune di Lecce, dalla Provincia di Lecce, dall'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e dall'Ordine dei Farmacisti della provincia di Lecce.
Dopo i saluti istituzionali, interverranno Monica Serafini, componente Commissione Giovani Medici dell'Ordine dei Medici di Lecce; Andrea Vornoli, ricercatore presso l'Istituto Ramazzini di Bologna; Paolo Orio, Presidente Associazione Italiana Elettrosensibili, Silvia Miglietta, Assessora alle Pari opportunità, tutela della salute, diritti civili e volontariato. Concluderà i lavori Sebastiano Leo, Assessore Regione Puglia con deleghe alla Formazione e Lavoro, Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola, Università e Formazione professionale.
Negli ultimi anni  un'attenzione crescente è rivolta alla medicina di genere cioè alla comprensione dei meccanismi attraverso i quali le differenze legate al genere influiscono sullo stato di salute, sull'insorgenza e decorso di molte malattie e sui risultati ottenuti in termini terapeutici.
Un'emergente patologia di genere è l'elettrosensibilità.
Si tratta di una patologia ambientale legata all'esposizione ai campi  elettromagnetici artificiali ed in particolare alle radiofrequenze generate da cellulari, cordless, dispositivi wifi, antenne di telefonia, contatori intelligenti, ripetitori, etc.
L'elettrosensibilità è una patologia in rapida crescita che colpisce maggiormente le donne probabilmente per il loro assetto ormonale.
Il Parlamento Europeo, all'art. 28 della Risoluzione del 2 aprile 2009, invita gli Stati membri a seguire l'esempio della Svezia e a considerare disabili le persone affette da elettroipersensibilità garantendo loro adeguata protezione e pari opportunità.
Il convegno metterà in luce i risultati della ricerca conclusa nel marzo del 2018 condotta dal Centro di Ricerca sul Cancro "Cesare Maltoni" dell'Istituto Ramazzini di Bologna sull'impatto sulla salute umana delle radiazioni a radiofrequenza  emesse da ripetitori e trasmettitori di telefonia mobile.
La ricerca conferma i risultati dello studio del National Toxicology Program (Ntp, ente governativo statunitense), costato 25 milioni di dollari. In entrambi gli esperimenti si riscontrano gli stessi tipi di tumori, al cervello e al cuore ma nello studio Ramazzini i livelli di esposizione alle RF sono 1.000 volte più bassi rispetto allo studio Ntp al fine di mimare l'impatto dell'esposizione umana alle radiofrequenze emesse dalle stazioni radio base di telefonia mobile.
Sia lo studio statunitense dell'Ntp sia lo studio italiano del Ramazzini aprono la strada ad una riclassificazione più severa delle radiofrequenze come "probabile cancerogeno per l'uomo" (gruppo 2A) o come "cancerogeno certo" (gruppo 1).
L'esposizione alle radiofrequenze può anche determinare disturbi neurologici, alterazioni cardiache; cambiamenti ormonali, danni al Dna,  modifiche funzionali e strutturali del sistema riproduttivo, deficit di apprendimento e memoria e, nei bambini, disturbi del comportamento (iperattività, autismo).
È sempre più urgente l'adozione di linee guida più protettive per la salute che tengano conto degli effetti non termici  delle radiofrequenze e dell'esposizione a lungo termine e a bassa intensità.

Miriam Ratta