- Creato 10 Ottobre 2022
M5S chiede audizione delle Asl sull’attivazione dei servizi mensa e l’erogazione dei buoni pasto per i dipendenti
BARI - Capire se dopo la mozione approvata in consiglio regionale nella scorsa legislatura, le Asl abbiano applicato in maniera uniforme le previsioni in merito all’attivazione dei servizi mensa e alle modalità di erogazione dei buoni pasto. È questo l’oggetto dell’audizione richiesta in III commissione Sanità dal capogruppo del M5S Marco Galante e la consigliera con delega alle Politiche Culturali, Grazia Di Bari.
Nella mozione era fatto esplicito richiamo alla contrattazione collettiva nazionale che stabilisce che le aziende siano tenute a istituire i servizi mensa o ad assicurare il pasto con modalità sostitutive; che l’organizzazione del servizio sia demandata all’autonomia gestionale aziendale ,restando ferma la competenza del CCNL nel regolamentare il diritto alla mensa per i lavoratori ed infine, che abbiano diritto alla mensa tutti i dipendenti (in relazione alla particolare articolazione dell’orario di lavoro) purché siano presenti in servizio.
“La mozione approvata nel 2020 - spiegano i pentastellati - si era resa necessaria perché, come riconosciuto nelle audizioni dallo stesso direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, nel tempo si erano verificate evidenti disparità di trattamento nelle diverse ASL pugliesi, in quanto l’erogazione dei buoni pasto era stata prevista ed attuata solo per i dipendenti della Asl di Bari, peraltro al termine di un lungo contenzioso concluso dalla Regione con una transazione di 15 milioni di euro. Ora chiediamo di audire l’assessore alla Sanità Rocco Palese, il Direttore del Dipartimento Salute Vito Montanaro e i Direttori Generali delle Asl pugliesi per approfondire, chiarire e conoscere le modalità e le tempistiche con cui i direttori hanno proceduto ad assicurare l’attivazione del servizio mensa e/o l’erogazione dei buoni pasto e, conseguentemente, per verificare la corretta, puntuale ed uniforme, all’interno delle diverse Aziende sanitarie, applicazione di un principio di diritto sancito dalla contrattazione collettiva di riferimento. È necessario assicurare la trasparenza, la legittimità, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa e scongiurare l’attivazione di ulteriori ricorsi con conseguenti ulteriori aggravi di spesa a carico della finanza pubblica”.
- Creato 07 Ottobre 2022
Coltiviamo la cultura: il 16 ottobre prima festa dell’agricoltura nelle dimore storiche d’Italia
Numerose dimore storiche su tutto il territorio nazionale apriranno le loro porte per ospitare le aziende agricole del territorio. In Puglia l’evento si terrà nella dimora Palazzo Ducale di Alessano (Le), cinque le aziende presenti.
Domenica 16 ottobre si terrà la prima edizione di “Coltiviamo la cultura: prima Festa dell’Agricoltura nelle dimore storiche”, promossa dai gruppi giovani di ADSI e Confagricoltura Anga.
Numerose dimore storiche su tutto il territorio nazionale apriranno le loro porte per ospitare le aziende agricole del territorio: una straordinaria opportunità per promuovere sia quei particolari beni culturali rappresentati dagli immobili privati di interesse collettivo, sia quei prodotti agroalimentari tipici del territorio delle regioni coinvolte.
Dieci le dimore storiche aderenti all’iniziativa e circa quaranta le aziende agricole in sette regioni: Puglia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Sicilia.
Nella nostra regione l’evento si terrà nella dimora Palazzo Ducale di Alessano (Le) e vi prenderanno parte le aziende agrarie pugliesi Duca Carlo Guarini, Castello Frisari, Castel di Salve, Terre Sante. Il taglio del nastro è previsto alle 10 e la chiusura della giornata alle 18.
Le dimore storiche costituiscono un patrimonio turistico di rara bellezza e il perno di un’economia circolare per i borghi su cui insistono. Il 54% di questi immobili, in particolare, si trova in piccoli comuni con una popolazione inferiore a 20.000 abitanti e, nel 29% dei casi, addirittura sotto i 5.000 residenti, mentre il 31% di questi beni è al di fuori dai centri abitati.
A dimostrazione del nesso tra patrimonio culturale e produzione agricola basti pensare che il 34% delle aziende vitivinicole italiane afferisce ad una dimora storica.
Scopo della manifestazione è dunque quello di porre al centro lo stretto legame tra il mondo agricolo e quello delle dimore storiche, mostrando a cittadini e istituzioni la centralità di questo connubio che è identificativo del nostro Paese. L'iniziativa mira anche a sottolineare l’importanza della riscoperta di un turismo che sa esaltare il legame indissolubile tra cibo e territorio.
“Grazie alla collaborazione tra ADSI e Confagricoltura, il pubblico avrà la possibilità di visitare cortili, palazzi, ville e giardini ed - al contempo - scoprire i prodotti e le peculiarità enogastronomiche locali. La “Festa dell’Agricoltura” rappresenta un'ulteriore conferma di come sia possibile coniugare la tutela dell’arte e del paesaggio con la produzione agroalimentare di alta qualità e con l’offerta di un turismo esperienziale, consentendo ai visitatori di vivere la straordinaria bellezza della campagna italiana e dei nostri borghi, di cui le dimore storiche sono perno fondamentale”, ha dichiarato Anna Maria Pentimalli, presidente di ADSI Giovani.
“I Giovani di Confagricoltura - ha detto il presidente dell’Anga, Francesco Mastrandrea - partecipano con grande entusiasmo a questa iniziativa che consente di promuovere alcune produzioni d’eccellenza delle nostre aziende in contesti unici che le valorizzano al meglio. In questo evento che unisce arte, cultura e buon cibo e vino, non mancheranno inoltre, in alcune dimore, momenti di confronto e di approfondimento dedicati al settore primario e alle sue prospettive”.
Elenco di tutte le dimore storiche
Castello di Tabiano (PR); Villa Venenti (BO); Villa Mergé (RM); Castello di Piovera (AL); Castello di Tagliolo (AL); Palazzo Ducale di Alessano (LE); Palazzo Castelnuovo (PA); Palazzo Spadaro Libertini (CT); Palazzo Pandolfi Elmi (PG); Villa di Maser (TV).
Associazione Nazionale Dimore Storiche
L’Associazione Dimore Storiche italiane, Ente morale riconosciuto senza fini di lucro, è l’associazione che riunisce i titolari di dimore storiche presenti in tutta Italia. Nata nel 1977, l’Associazione conta attualmente circa 4500 soci e rappresenta una componente significativa del patrimonio storico e artistico del nostro Paese. L’Associazione promuove attività di sensibilizzazione per favorire la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, affinché tali immobili, di valore storico-artistico e di interesse per la collettività, possano essere tutelati e tramandati alle generazioni future nelle condizioni migliori. Questo impegno è rivolto in tre direzioni: verso i soci stessi, proprietari dei beni; verso le Istituzioni centrali e territoriali, competenti sui diversi aspetti della conservazione; verso la pubblica opinione, interessata alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del Paese.

- Creato 19 Settembre 2022
NARDO', ELEZIONI POLITICHE DEL 25 SETTEMBRE : TESSERE ELETTORALI, VOTO A DOMICILIO, VARIAZIONE DI ALCUNE SEZIONI
I plessi scolastici di via Crispi e via Pilanuova, in cui sono in corso in questo periodo interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico e quindi sono chiusi al pubblico, in questa tornata non saranno sede di sezioni elettorali.
NARDO' (Lecce) - L’assessora ai Servizi demografici, Sara D’Ostuni, rende noto che in previsione delle elezioni politiche di domenica 25 settembre l’ufficio di via Ingusci questa settimana sarà aperto (oltre a questa mattina) mercoledì dalle ore 8:30 alle 12:30, giovedì dalle 15:30 alle 17:30, venerdì dalle 8:30 alle 18, sabato dalle 9 alle 18 e domenica dalle 7 alle 23.
Gli elettori che hanno effettuato il cambio di residenza nel Comune di Nardò, provenendo da altro Comune, potranno recarsi in ufficio per il ritiro della tessera elettorale. Gli elettori che hanno effettuato il cambio di residenza nel Comune di Nardò, provenendo da altra residenza nello stesso Comune di Nardò, potranno recarsi in ufficio invece per il ritiro del tagliandino (da applicare sulla tessera già in possesso).
Un’altra utile informazione riguarda gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena per Covid (quindi impossibilitati a lasciare la propria abitazione). Per avvalersi del diritto di voto a domicilio, gli stessi dovranno far pervenire al Sindaco entro domani, martedì 20 settembre, una dichiarazione (anche telematica) in carta libera attestante la volontà di esprimere il voto presso la propria dimora, indicandone l’indirizzo. Alla dichiarazione deve essere allegato un certificato, rilasciato dal funzionario medico designato dall’Asl, in data non anteriore all’11 settembre 2022 che attesti l’esistenza delle condizioni di trattamento domiciliare o di quarantena per Covid.
Infine, gli elettori neretini saranno interessati da alcune variazioni che riguardano i seggi dove sono tradizionalmente chiamati a votare. In particolare, i plessi scolastici di via Crispi e via Pilanuova, in cui sono in corso in questo periodo interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico e quindi sono chiusi al pubblico, in questa tornata non saranno sede di sezioni elettorali. Di conseguenza, i seggi n. 3, 14, 29, 23, 25 e 33 di via Crispi saranno allestiti nel plesso scolastico di via Bellini. Mentre i seggi n. 15, 16 e 19 di via Pilanuova saranno allestiti nel plesso di via Bologna/via Foggia. Ricordiamo che la tessera elettorale in possesso degli elettori resta valida.
Per ogni altra informazione è possibile rivolgersi all’ufficio Servizi Demografici nei giorni e gli orari indicati o ai recapiti indicati sulla pagina https://www.comune.nardo.le.it/it/page/area-funzionale-v-servizi-demografici-contatti.
- Creato 05 Ottobre 2022
Pdl fine vita. M5S: “Non è competenza della Regione legiferare su una materia così delicata”
"Siamo assolutamente consapevoli che in Italia ci sia un vuoto normativo sulla questione che deve essere colmato, ma a farlo deve essere il legislatore nazionale, il solo competente a legiferare su questa materia."
BARI - “Non può essere una singola Regione a legiferare su una materia così delicata come quella del ‘fine vita’.
Siamo assolutamente consapevoli che in Italia ci sia un vuoto normativo sulla questione che deve essere colmato, ma a farlo deve essere il legislatore nazionale, il solo competente a legiferare su questa materia.
Abbiamo votato contro la proposta di legge sul fine vita presentata, perché riteniamo che la stessa sconti concreti profili di incostituzionalità.
In commissione ci eravamo astenuti perché auspicavamo che in aula ci venissero chiariti i profili di incostituzionalità della PdL sui quali abbiamo posto l’attenzione, ma così non è stato e invece di dare vita a un dibattito costruttivo (anche da punto di vista giuridico) si è preferito trasformare l’esame della proposta nell'ennesima occasione per esibirsi in aula”.
Lo dichiara il gruppo di maggioranza del M5S dopo il consiglio regionale in cui è stata bocciata la proposta di legge sul fine vita.
“La sentenza della Corte Costituzionale integralmente richiamata proprio nella relazione della proposta di legge - continuano i pentastellati - interviene solo in ambito penale (reato di cui all’art. 580 c.p.). La proposta di fatto ha provato ad anticipare il contenuto della futura disciplina statale, peraltro invocata dalla stessa Corte, proprio sul presupposto che si tratta di una materia di competenza legislativa esclusiva dello Stato. La natura additiva della sentenza della Corte non è un invito alle Regioni a legiferare sulla materia, ma ai giudici, nell'attesa della norma nazionale, ad applicare direttamente le integrazioni normative nell’eventuale procedimento penale per il reato di aiuto/agevolazione materiale al suicidio, per poter riconoscere al suo autore la causa di non punibilità prevista dalla sentenza. La Corte di certo non ha detto (né avrebbe mai potuto) che le Regioni debbano legiferare singolarmente sul tema, e ciò in quanto il trattamento deve essere uniforme su tutto il territorio nazionale. Tesi ribadita anche dal costituzionalista audito in Commissione che, al pari dei giuristi con i quali è stato aperto un costruttivo confronto, aveva manifestato più di una perplessità sulla proposta sotto il profilo della incostituzionalità della stessa. In questa delicata materia non vi è ‘giusto’ ed il ‘non giusto’, ma ciò che si può fare e ciò che invece è contrario alla nostra Carta Costituzionale ed in tal senso si è espresso il voto responsabile in Consiglio”.
- Creato 16 Settembre 2022
3BMETEO.COM: “Alluvione Marche, causata da un temporale V-SHAPED, in 6 ore la pioggia di 5 mesi”
“L'evento alluvionale di ieri sulle Marche è stato indotto da un cosiddetto temporale autorigenerante v-shaped” –. Lo conferma Edoardo Ferrara meteorologo di 3bmeteo.com che spiega: “Il nome deriva dalla forma a V del temporale visibile dal satellite, autorigenerante significa che continuava ad autoalimentarsi stazionando in loco per diverse ore, anziché evolvere e spostarsi di zona come fanno la maggior parte dei temporali comuni. Questo tipo di temporale si origina in particolari condizioni tra le quali: confluenza dei venti nei bassi strati, che favorisce la successiva ascesa delle masse d'aria verso l'alto (presupposto base per la formazione della nube temporalesca); condizioni sinottiche favorevoli in quota, ovvero in questo caso il transito di una perturbazione.
“In questo caso specifico è stato inoltre determinante il cosiddetto 'Atmosferic River'” – proseguono gli esperti di 3bmeteo.com – “ovvero una sorta di 'fiume atmosferico' che ha trasportato aria calda ma soprattutto ricca di umidità dalle latitudini sub-tropicali direttamente sull'Italia. L'aria calda e umida costituisce di fatto il carburante indispensabile per i temporali, carburante che in questo caso è stato pompato a dismisura in seno alla perturbazione, convergendo nel violento temporale tra Marche e Umbria. In aggiunta la particolare orografia del territorio, con il Monte Catria che ha agito come sorta di 'barriera', esaltando il blocco e le precipitazioni del temporale autorigenerante. Il risultato: ben 420mm di pioggia in 7 ore, un quantitativo impressionante che solitamente cade in 4-5 mesi. Inevitabile dunque l'evento alluvionale.
Sono prevedibili? “La modellistica numerica ha fatto passi da giganti negli ultimi 20 anni, tuttavia la loro predicibilità non è ancora al 100%, con un margine di imprevedibilità che resta abbastanza significativo anche a seconda delle zone e delle circostanze sinottiche. Nel caso specifico, c'erano le potenzialità per prevedere temporali talora violenti ma su una macroarea regionale come le Marche; molto più difficile e complesso invece stabilire in quale punto specifico può verificarsi il temporale violento, considerando che i temporali per loro natura agiscono su aree ristrette. Inoltre un evento di 400mm in 7 ore risulta di fatto eccezionale e imprevedibile, ma che rientra nello schema di cambiamento climatico a cui stiamo rapidamente assistendo: atmosfera più calda si traduce in maggiore energia a disposizione per eventi potenzialmente estremi (anche se chiaramente non basta solo questo, ma devono intervenire altri fattori)” – concludono da 3bmeteo.com
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